“Trent’anni dalla legge regionale 15 del 1996 rappresentano un anniversario importante per il Friuli Venezia Giulia. È una ricorrenza che ci permette di guardare al percorso compiuto nella tutela della lingua e della cultura friulane e, allo stesso tempo, alle responsabilità che abbiamo davanti”.
È il commento del consigliere regionale Markus Maurmair in occasione della commemorazione in Aula per i trent’anni della legge regionale dedicata alla tutela e alla valorizzazione della lingua friulana.
“Con quella legge la Regione ha dato un riconoscimento concreto alla lingua friulana, rafforzando un percorso di tutela che è parte della storia e della specialità del Friuli Venezia Giulia. Oggi abbiamo il compito di continuare quel percorso, facendo in modo che la marilenghe rimanga una lingua viva e utilizzata”.
Maurmair sottolinea anche il valore della riflessione proposta dal professor Carles Duarte i Montserrat, ospite della celebrazione: “Il richiamo alla ricchezza della diversità linguistica è particolarmente significativo. Ogni lingua porta con sé una storia, una cultura e il legame di una comunità con il proprio territorio. La tutela di queste identità non deve significare chiusura, ma capacità di custodire le proprie radici continuando a dialogare con un mondo che cambia”.
“Ho avuto modo di conoscere da vicino questo tema anche attraverso la mia esperienza alla guida dell’Assemblea della Comunità linguistica friulana (ACLiF) – aggiunge Maurmair -. È stata un’esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con i Comuni e con tante realtà che lavorano quotidianamente per la valorizzazione della lingua friulana. Ho potuto vedere quanto sia importante il lavoro che viene svolto sul territorio”.
“Ma per mantenere viva una lingua non bastano le leggi e le istituzioni. Il primo luogo nel quale una lingua viene trasmessa è la famiglia. È nelle case, attraverso i genitori e i nonni, che le nuove generazioni possono imparare ad ascoltare, parlare e vivere la marilenghe. Se una lingua entra nella quotidianità della famiglia, può continuare naturalmente il proprio percorso di generazione in generazione. Scuola, cultura, informazione e istituzioni possono sostenere questo percorso, ma la trasmissione familiare rimane fondamentale. Una lingua vive quando viene parlata, conosciuta e utilizzata, soprattutto dai più giovani”.
“La celebrazione di questi trent’anni – conclude Maurmair – deve quindi essere anche uno stimolo a guardare avanti. Tutelare la lingua friulana significa preservare una parte fondamentale della nostra storia e della nostra identità, creando le condizioni perché possa essere trasmessa alle nuove generazioni e continuare a vivere nel futuro”.





