Cultura, via al bando regionale per sostenere gli scavi archeologici. Maurmair-Anzil (FdI): “Un sostegno alla nostra storia locale”

Un aiuto concreto per chi fa riemergere la storia locale dal passato. Questo l’intento della Regione Friuli Venezia Giulia, che per il secondo anno ha aperto il bando dedicato al sostegno di campagne di ricerca e scavi archeologici, con contributi rivolti ai Comuni e alle associazioni con sede legale in regione impegnati nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio.
L’iniziativa punta a finanziare nuovi interventi di ricerca archeologica e, insieme, la realizzazione di pubblicazioni o prodotti multimediali. Le domande potranno essere presentate fino al 30 ottobre 2026. La dotazione finanziaria ammonta a 100 mila euro e il contributo può coprire fino al 100% della spesa ammissibile, con un tetto massimo di 15 mila euro per ciascuna campagna di ricerca.
“Sostenere scavi e ricerche significa dare valore alla storia delle comunità locali e offrire nuove opportunità di crescita ai territori”, dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Markus Maurmair, autore dell’emendamento nella Legge di Stabilità che ha dato il via all’iniziativa lo scorso anno. “L’obiettivo del bando è rafforzare il legame tra ricerca scientifica e valorizzazione del territorio, sostenendo iniziative capaci di riportare alla luce testimonianze preziose del passato e renderle patrimonio condiviso delle comunità regionali”.
Per accedere al contributo, Comuni e associazioni devono aver già ottenuto la concessione ministeriale allo scavo o alla ricerca archeologica, rilasciata attraverso la procedura prevista dal Ministero della Cultura tramite la Soprintendenza competente. Le risorse saranno assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande ammissibili.
“Il Friuli Venezia Giulia possiede un patrimonio archeologico di straordinario interesse, spesso ancora da esplorare e raccontare. Investire in questi progetti significa sostenere conoscenza, promozione culturale e attrattività turistica, creando nuove occasioni di sviluppo”, rimarca il vicepresidente della Regione, Mario Anzil, che ha la delega alla Cultura.
Sul territorio regionale sono diversi gli scavi aperti. Un esempio è quello dell’Associazione Gruppo Archeologico Acilius di Pasiano di Pordenone, che ha già portato alla luce tre ville romane del I secolo a.C. “Noi abbiamo già presentato richiesta di concessione – spiega il presidente Mauro Bondelli – in collaborazione con la Società archeologica friulana. L’opportunità di questo bando è importante perché ci permetterebbe di dar vita a nuovi scavi e di allargare il nostro raggio d’azione, ponendo una lente sulla storia passata”.
Importanti anche gli scavi che riguardano i castellieri del Friuli-Venezia Giulia, insediamenti fortificati dell’età del Bronzo e del Ferro, che hanno fatto luce su siti a Pozzuolo, Variano e Codroipo individuando strutture complesse, abitazioni in pietra o capanne, e reperti che testimoniano una lunga continuità abitativa dal II millennio a.C. fino all’epoca romana.
Il bando potrebbe dare impulso anche alle ricerche archeologiche nel sito Unesco Palù di Livenza o a Clauzetto dove da tempo sono in corso progetti riguardanti l’area delle Grotte del Rio Secco a Pradis, dove è riemerso un dente da latte di un bambino vissuto circa 14.000 anni fa. “Proseguiamo la nostra attività in collaborazione con l’Università di Ferrara – spiega il sindaco di Clauzetto Giuliano Cescutti -. Vista l’opportunità del bando, come Comune possiamo pensare di chiedere la concessione per dare maggiore impulso alle nostre ricerche sulla presenza dell’uomo di Neanderthal e dei Sapiens”.

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