“Villa Carnera custodisce una parte importante della storia del nostro territorio. Attraverso i cimeli e i ricordi del campione mondiale dei pesi massimi Primo Carnera si tramanda una testimonianza di impegno, sacrificio e appartenenza che merita di essere conosciuta anche dalle nuove generazioni”. Queste le parole del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Markus Maurmair promotore della visita istituzionale della V Commissione permanente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia alla scoperta dei siti gestiti dall’Ecomuseo Lis Aganis a partire dalla Casa Museo di Sequals. Numerosi i consiglieri presenti, ai quali la Villa è stata illustrata dall’appassionato sindaco di Sequals Enrico Odorico, preceduto dal presidente dell’Ecomuseo Lis Aganis, Rita Bressa, che cura le visite guidate alla struttura, costruita nel 1932 e proprietà del Comune di Sequals dal 1992.

“Ringrazio il presidente della V Commissione, Diego Bernardis, per aver promosso la visita istituzionale dedicata alla valorizzazione delle eccellenze culturali e sportive del Friuli Venezia Giulia”, ha sottolineato Maurmair rimarcando l’importanza della figura di Primo Carnera “un punto di riferimento per il territorio, dal punto di vista sportivo, culturale e turistico”.
La villa fu fatta costruire dal pugile all’apice del successo. Qui trascorse i suoi ultimi giorni assieme alla moglie e i due figli dopo aver concluso la carriera negli States. Al primo piano della villa, le cui stanze sono ancora arredate con i mobili originali degli anni ’60-70, è stata allestita una mostra che raccoglie foto e cimeli del campione (1,97 metri per 130 chili).
È possibile visitare anche la palestra in cui il pugile si allenava durante i periodi di ri
poso nel suo paese natale. La sala ospita una raccolta di filmati che documentano alcuni momenti della vita sia pubblica che privata di Carnera e i suoi incontri. Oggetti e testimonianze che oggi tengono in vita il ricordo del campione, divenuto all’epoca
motivo di orgoglio nazionale sia per gli emigrati sia per chi era rimasto in patria. Molte sono le novità che si presentano ai visitatori. Innanzitutto,
l’edificio è ora maggiormente accessibile, grazie alla presenza di un ascensore e di un montascale; presso la palestra è stata allestita una sala audiovisivi, mentre al primo piano sono visibili pitture murarie originali degli anni ’30, scoperte solo recentemente.

La Commissione si è poi spostata a Maniago per visitare il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, il Teatro Verdi, il cento visite del Castello di Maniago e la mostra “Bagliori d’acciaio” a Palazzo Attimis.
“Maniago rappresenta un’eccellenza riconosciuta ben oltre i confini regionali: qui tradizione, artigianato e innovazione continuano a convivere, mantenendo viva un’arte che ha reso il Friuli Venezia Giulia famoso nel mondo – sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia -. Il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago è un luogo che custodisce e racconta una parte fondamentale della storia produttiva e culturale del nostro territorio. Il percorso ‘Lame e memoria’ non è soltanto una testimonianza storica, ma anche un’occasione per riflettere sul valore del saper fare, della formazione e della trasmissione delle competenze alle nuove generazioni. Sostenere realtà come tutte quelle visitate oggi significa valorizzare la nostra identità e rafforzare il legame tra cultura, impresa e territorio.”






