Covid – A sei anni dal lockdown un ricordo doveroso

Sei anni fa, in questi giorni, il mondo che conoscevamo si fermò.
Da Sindaco ricordo il peso di dover trovare le parole giuste per una comunità spaventata, senza avere ancora le risposte. Ricordo le riunioni di giunta con gli assessori seduti a distanza, i messaggi inviati notte e giorno per tenere un filo diretto con i cittadini, le decisioni prese in poche ore su cose che non avevamo mai affrontato prima. Il silenzio delle piazze nella primavera che avanzava.
Ricordo i volti delle persone che abbiamo perso.
Nel giorno in cui l’Italia ricorda le vittime del Covid, abbiamo presentato in Consiglio regionale una mozione per chiedere che sia tributato un riconoscimento pubblico a sindaci, amministratori locali, personale comunale e volontari della protezione civile che in quei mesi hanno tenuto insieme le loro comunità. Spesso in silenzio. Spesso senza che nessuno chiedesse loro come stessero.
Sembra siano trascorsi decenni da quei giorni e c’è un fronte che rischia di sparire dalla memoria collettiva: quello dei municipi, delle sale giunta trasformate in centri operativi, dei sindaci che erano al telefono fino notte fonda per sapere come stava una famiglia in quarantena.
Quella stagione ha lasciato un segno profondo in chi l’ha vissuta dall’interno delle istituzioni locali.
È giusto che non sia dimenticata.
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