Tagliamento e rischio alluvionale: ecco dove siamo e dove stiamo andando.
In questi giorni si è tenuta in Quarta Commissione Ambiente una lunga e partecipata discussione sulla gestione del rischio alluvionale del fiume Tagliamento.
Vale la pena raccontare con chiarezza lo stato delle cose.
L’obiettivo rimane uno solo: mettere in sicurezza le persone e i territori della zona meridionale della nostra Regione, contemperando allo stesso tempo la salvaguardia del “Re delle Alpi”, uno dei fiumi più pregiati d’Europa.
E allora, partiamo dall’inizio…
La Regione FVG ha incaricato un esperto di fama mondiale, il professor Andrea Rinaldo, di fornire un parere tecnico indipendente e libero da ogni condizionamento sugli strumenti idrologici e idraulici alla base del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni. Un atto di serietà e trasparenza che dimostra come questa amministrazione stia affrontando il tema con la profondità che merita.
Il messaggio che emerge con chiarezza è che le premesse su cui si basano i progetti esistenti vanno aggiornate. Il clima cambia rapidamente, le precipitazioni estreme si intensificano, e l’evento del 1966 non è più sufficiente come unico riferimento di calcolo. Occorrono nuovi modelli e una nuova piena di progetto che tenga conto della realtà di oggi.
Questo non significa ricominciare da zero ma procedere con gli strumenti giusti. L’istruttoria si è formalmente conclusa ed è già stata avviata la fase successiva, in coerenza con le indicazioni della mozione n. 100 del Consiglio regionale, di cui sono primo firmatario.
Entro fine aprile sarà pubblicata una procedura di gara a evidenza pubblica europea per la selezione dei tecnici che redigeranno il DocFAP – Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali con una visione unitaria su tutto il bacino del Tagliamento. Non su un singolo tratto, non su una singola opera: sull’intero fiume.
La tabella di marcia è questa: conclusione della selezione europea dei tecnici entro autunno 2026, consegna del DocFAP entro autunno 2027, dibattito pubblico a seguire, decisione sulle opere da realizzare entro inizio 2028.
A fianco dei tecnici selezionati con bando europeo lavoreranno i dodici professionisti indicati dai Comuni rivieraschi, coinvolti sin dall’avvio del percorso dopo l’approvazione della mozione n. 100. Il territorio non è spettatore: è protagonista.
Ho posto la questione degli agricoltori del medio Tagliamento, disponibili a cedere o locare i propri terreni per interventi di rinaturazione. Ritengo questa una delle opzioni più interessanti da esplorare: va inserita nel ventaglio delle alternative e sottoposta a rigorosa analisi costi-benefici. La tutela della naturalità del fiume e la sicurezza idraulica non sono obiettivi in contraddizione e questo ne è la dimostrazione concreta.
In conclusione…
Il lavoro fatto fin qui non va disperso: va capitalizzato. Dalla consulenza tecnica agli incontri con i dodici esperti dei comuni, dalle diaframmature arginali al rialzo del ponte ferroviario, ogni passo ha rafforzato un percorso che oggi ha una direzione chiara.
Alla fine è con tempi definiti si dovrà decidere. Ma lo si farà su alternative progettuali chiare, condivise con il territorio, fondate sulla scienza. Senza scorciatoie e senza la tentazione del “meglio non fare nulla”. Le popolazioni della Bassa Friulana meritano risposte certe. E noi siamo chiamati a dargliele.





